Martinsicuro.



Estate. Siamo nei primi anni '90. Non ricordo niente. Ho solo alcuni flash vaghi, lunghi o brevi, talvolta insignificanti, talvolta no. Scendo le scale della casa al mare dei miei zii di prima mattina ed ho delle scarpine aperte, la maglietta monocromatica ed un costume blu di quelli senza elastico, che si stringono con la cordicina, come una volta. Supero il portone e mi immetto in Via Aldo Moro, il cattolico che voleva andare a patti coi comunisti e allo Stato questo non piaceva. L'odore dello zucchero e del cioccolato si impossessa di me ed il sole benedice questa santa unione d'intenti. Non ho mai capito da dove provenisse. Di via Aldo Moro ricordo solo il caldo dell'asfalto a mezzogiorno e gli alberi, pochi e verdi. C'è anche una casa da sempre inabitata con la finestra un poco aperta (o forse era rotta) grazie alla quale puoi osservare l'interno totalmente spoglio e privo di significato. Intorno un piccolo giardino incolto sa il fatto suo. Ricordo che allora, come oggi, pensavo che sarebbe stato bello poter vivere lì, anche solo per la porticina in legno, modesta, dell'ingresso e la vicinanza con il mare. La spiaggia è infuocata, un caldo terribile. I miei zii giocano a carte sotto il sole, usano come appoggio per le carte una sedia in legno, obliqua, e le madonne si sprecano a tutte le ore. Io in ossequioso rispetto ascolto ed imparo: un “porco” da un lato ed una “porca” dall'altro come risposta, a tono. Poco lontano da noi ci sono due donne dell'Est che prendono il sole con i seni al vento e a me, a dire il vero, questa situazione piace un po'. Ora scavo buche sulla sabbia e le riempio d'acqua. Non posso fare il bagno che l'altro giorno è morto per indigestione un ragazzo, galleggiava. Devo stare alla riva, guardare i colori dei sassi. Guardare la Settimana Enigmistica nel borsone. Invidiare la bravura di Carlo e Claudia con i racchettoni che nemmeno al Roland Garros. Quando è ora di pranzare prendo un gelato, è tutta la mattina che non penso ad altro. C'è un signore, avrà sessanta, settant'anni, è un ex professore di matematica, figlio di un'Italia che stava morendo come lui. Quando veniva in spiaggia salutava me ed i miei cugini prendendoci praticamente a schiaffi in un modo talmente bonario, da non riuscire in alcun modo a fargliene una colpa. Parla di Matrici e di Analisi con mio cugino, lo ricordo perennemente ustionato e con questa montatura per gli occhiali enorme, pesante. C'è una coppia in pensione, di Novara, con i nipoti. Credo che siano morti entrambi lasciando i nipoti senza vacanze estive, almeno fino alla prossima vita. C'è anche una donna colta ed un poco surreale. Saluta baciandoci da lontano. Impossibile sfiorarla. Con questi cappelli enormi da fare invidia alla Regina Elisabetta. Si fa chiamare da tutti Zia Adele. D'altronde, obbiettivamente, Adele è proprio il nome della zia buona che quando la vai a trovare ti fa bere un bicchiere in più di Coca Cola, di nascosto. E magari ti insegna anche a leggere. È di Parma, anche lei ferratissima con la Settimana Enigmistica. Unica sopravvissuta.
Ricordi che sanno di thé alla pesca, qualche volta al limone o di succo di frutta dopo il bagno. Ora la spiaggia non c'è più, divorata dal mare e dalla Modernità. C'è rimasto qualche sasso e le erbe secche che mi pungevano i talloni. Sono pochi anche gli ombrelloni, quelli più piccoli ed i secchielli, le radioline calde e le palette. Tutto portato via dal tempo.. roba che a pensarci bene, tra una recriminazione sottesa e l'altra, 
me ne sono andato anche io.

Commenti

  1. Solletichi subito i ricordi di chi ti legge.
    Ricordo che trovai un'ape annegata nel mare, la portai a casa e la cosparsi di sale; quella si riebbe e io da allora le detesto.
    Cristiana

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  2. Come si dice: "fai del bene e scordalo!"

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  3. Fa sorridere come a volte ti senti solo in un mondo che ti pare troppo grande, chiuso imprigionato in una piccola realtà da cui non sai fuggire, e poi scopri pure quanto il mondo è piccolo.
    Da Martinsicuro viene una mia amica, una conoscente, una tizia che ho incontrato un paio di volte a casa di amici in comune, una tipetta poco simpatica, una ragazzetta alquanto irritante, una che non sopporto, la nuova fiamma del mio ex. Già.

    In una settimana ho sentito nominare un paese che prima non conoscevo ben due volte, per motivi distinti e fin troppo lontani.
    Fa sorridere, cipicchiola.

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  4. Fa sorridere, in effetti. Il mondo è piccolissimo, se ci pensi, salvo quella realtà che può essere la strada di casa, coloro che la abitano, il piazzale dove vai a giocare a palla da bambino o dove incontri i tuoi amici, il resto è già Mondo. Basta mettere il naso due passi fuori dalla propria modesta vita.

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  5. Come c'è di meglio che riuscire a scrivere una cosa che appartiene al nostro passando riuscendo a far riemergere i ricordi di tutti? Questa è la vita, forse molto più semplice di quanto noi vogliamo credere :)

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  6. È vero Maraptica.. E poi la gioventù di un ex ragazzino di provincia è un po' la vita di tutti gli italiani...

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