Abito in via del Riccio numero due.

Abito in Via del Riccio n°2, crocevia di anime più o meno variegate. Di notte ogni tanto vengono a rubare le bici i punkabbestia o qualche tossico per riempirsi le vene come si deve, di giorno i ragazzi che vanno a scuola, attraversano la strada ridacchiando, strattondandosi per bene. Qualcuno ama, qualcun'altro no. Infondo a via del Riccio n° 2 c'è una serpentina che serve a rendere la strada un passaggio pedonale, anche se poi qualche motorino con un paio di manovre ci passa comunque. Dopo la serpentina ti ritrovi gettato nella caotica Via Barberia delle macchine, dei pullman e dei porticati. Appena girato l'angolo c'è il colonnato che protegge dal sole l'ingresso del Dams, sul muro qualcuno ha scritto sadicamente "La produzione mi appaga", e poi c'è una falce ed un martello ed anche un affresco protetto da una ringhiera che ritrae Madonna e bambino, se non erro. Ogni tanto qualcuno ci getta un fiore e chiede la grazia. Se vai oltre dietro una stradina chiusa al traffico c'è l'alimentari di Mobul, che se sei fortunato ti regala una rosetta di pane integrale che gli è avanzata, o ti fa 20 centesimi di sconto. Penso che venda anche roba scaduta, ma lo fa così bene che alla fine gli compreresti tutto. Ha un sorriso vincente. Più avanti, il ristorante indiano che una sera mi ha cambiato gentilmente i soldi (si mi sono ripromesso di andarci a mangiare una volta, per restituire il favore. Poi l'indiano non l'ho mai mangiato, sono curioso). Basta fare 3 metri sotto il portico sulla sinistra, attraversando la strada, che ti trovi vicino ad una pasticceria che produce cioccolata di tutti i tipi, dalla vetrata sempre allestita con portone enorme in legno. Ogni volta che ci passo mi viene in mente che non posso permettermi di acquistare lì, ritrovo borghesissimo e dal listino presumibilmente costoso. Non fai in tempo a perderti in pensieri infausti che inizia la pedonale di Via d'Azeglio, dove la mattina incontri Lucio Dalla che passeggia e gli puoi dire "Buongiorno Maestro", è se è sul serio una buona giornata, lui ricambia gentilmente anche con due chiacchiere. Quando sei a Piazza Maggiore, ti guarda le spalle San Petronio e sulla destra c'è la Basilica. Percorro la facciata ogni giorno quando vado a studiare, ci fossi entrato una volta. Si dice che se fosse stato portato a termine il progetto originale, sarebbe oggi la chiesa più grande d'Italia (con le invidie vaticane annesse!). Io privo di curiosità, privo di molte cose, non ci sono mai entrato; così come non ho percorso molte strade che si trovano dietro casa, né ho frequentato bar che vedo tutti i giorni. Nemmeno per prendere un caffé.
Chissà a quanti appuntamenti col destino ho dato buca per seguire la strada principale, quella di tutti i giorni, ciò che rappresenta Via del Riccio per i ragazzi che la mattina vanno a scuola o Via Barberia per i Pullman, per percorrere costantemente la strada più battuta, quella facile. Bisognerebbe avere la forza di cambiare, e prendere le distanze dai soliti percorsi che ti mostrano sempre quel cielo, che non ti danno niente di nuovo. Ti affascinano i primi giorni, quando magari piove forte, sono come amanti. Poi ti stanchi, hai già visto tutto e loro non sono disposti a darti niente di nuovo; vedi lo stesso porticato, la libreria che fa angolo, il senegalese che chiede due spicci per mangiare, i promoter sottopagati e i negozi di lusso dove non lascerai mai un euro, nemmeno simbolico. Tutto diventa uguale, grigio, ti accorgi dello sporco, perdi la visione d'insieme, la strada romantica diventa un non-luogo dell'Esistenza, privo di significato ed importanza come può essere una stazione dei treni o una fermata degli autobus. È un conformismo vuoto, causato dall'assenza di cambiamento. Ogni giorno a battere lo stesso percorso a cui sei affezionato, ad attraversare la medesima strada che passato un periodo, stufa, non ha più nulla da darti né da dirti. Non ti rispetta.
Anche le persone sono così e bisognerebbe cambiare strada.

Commenti

  1. Provaci, così poi ci racconti, come sai fare tu. Puoi fare l'andata in un modo e il ritorno nell'altro, non si può sapere cosa c'è dietro un angolo sconosciuto.
    Cristiana

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  2. oltre al Pacinotti (geometri), c'è anche la succursale della mia di scuola, per cui ci ho passato tanto tempo lì. nella mitica via del riccio, c'era, fra le tante, una scritta

    UN GIORNO MI SVEGLIERO'

    [altra grafia] (CADENDO DAL LETTO)

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  3. un matrix orrorifico dei giorni nostri

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  4. Mai dire mai...Come scrive la signora Cristiana, chi può dirlo cosa si nasconde die l'angolo? Credo che sia tutto possibile...persino ritornare a sorprendersi.Più difficile il sorprendersi piacevolmente:)
    Ah scrivi davvero che è una bellezza!

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  5. Ehy, grazie Nicole! (: Si probabilmente avete ragione!

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