(Stream of consciousness VII) Un mantra.

Il nemico è forte. Ripeto a me stesso che ogni istante che passo fermo senza allenare il mio corpo o senza dare libero sfogo ai sogni della mia anima, il nemico prende la spada e ripassa il filo della lama. Ora essa è più tagliente ed io più vulnerabile al suo colpo. Sento già sul mio corpo il dolore del fendente che non saprò schivare, sento già le lacrime dell'aria a contatto con quella crudeltà affilatissima. Ciò che mi contiene è un ammasso di ossa, stretto da pelle che a strapparla via morirebbe subito, il resto sono organi mollicci ed insignificanti. Inutilmente, domani, polvere.
Il nemico è lì fuori che veglia sulla notte, ascolta i sobbalzi della Luna, il suo pianto. Ed io sono qui a crogiolarmi come fece l'Imperatore che vide disfarsi il suo Regno. Con gli occhi ricolmi di soddisfazione e di letizia vivo le mie giornate migliori guardando le albe serene del mio Impero e senza il pugno duro del comando, ora rimango immobile dinanzi alla nuova Aurora che segna il cielo, pago. Così sto firmando la mia sconfitta. Io voglio il mio cuore caldo, in fiamme. Devo combattere la mestizia. Il nemico è lì fuori che si aggira lento, guardingo, non abbassa mai la guardia, il suo cuore non è mai colmo abbastanza. Devo ridare al mio corpo il vigore: nuovo sangue nelle mie vene, idee ardimentose per una vita insuperabile, nuovo odio negli occhi.. Perché il nemico rimpolpa il suo rancore ed io lo devo ricambiare. Se vigilerò su questi giorni, se veglierò la notte ed il mio sonno allora io avrò dinanzi, chiaramente, il volto di chi dovrò negare e se dovrò combattere contro me stesso per superarmi come il più grande degli ostacoli, allora mi concentrerò sulla mia immagine da abbandonare e sognerò quella nuova, la rincorrerò abbandonando tutto per affrontare la prova più difficile. Quando avrò raggiunto ciò che sono nessuna vanità potrà rallentare il mio passo, né un esercito distrarre il mio equilibrio. Allora il fendente del mio nemico non segnerà più la mia carne ed io non dovrò neppure schivarlo. Io non mi preoccuperò del mio corpo un tempo debole, perché ora rispende a nuovo vigore e geme di piacere a nuova luce. Controllerò le passioni negative e queste diventeranno presto la mia Potenza. Solo qui, solo quando questa Rabbia accecante si lascerà sottomettere al Controllo, allora io sarò nient'altro che l'Oltreuomo.
Il nemico sarà forte, io ciò che Sono.
Il nemico morirà. Io lo farò cantando.

Commenti

  1. È il preludio di una fine.
    D.

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  2. Sorprendente ed incauto ottimista, infondo.
    D.

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