Le strade di Luca e Clara.

Cartolina da Bologna
 
Cartolina da Ascoli Piceno

Le strade di Luca e Clara sembravano paesaggi mitici. Assomigliavano ad un enorme palco illuminato dall'occhio di bue. Nella parte lucente vi erano i Capodanni a Times Square, gli Iphone 4, il 'mito della Sicurezza' ed il Fosforo Bianco per la Pace; nella parte buia, lontana dalla luce, vi erano loro due e queste fotografie infreddolite che ricordano i tempi in cui anch'essi avevano un futuro (disperso tra gli incroci ed i mostri urbani). Erano i giorni in cui Luca fece l'errore di non giurare a Clara, quando era lontano, che era tutta la sua vita. Ora sopravvivono divisi dalle fermate dell'autobus, dall'anonimato di una stazione ferroviaria, rimangono queste stesse strade ombrose, perennemente lontane dai riflettori e dal successo. Ora Luca fa a schiaffi con l'alcool del bar di San Donato, beve un Campari corretto tutte le mattine e  quando si fa sera prova ad addolcirsi le ore di sonno con il Liquore Strega. Ogni giorno a smazzare i Sogni, a ridividerli prima che muoiano. "E quanto eri bella, Clara, di prima mattina" - piagnucola prendendo il resto... "Indifesa come pochi. Bianca in pelle da morirci".
Clara consegna giornali tutte le mattine per la free press. Gli uomini in cravatta, i ragazzi di corsa ed i tossici a rincorrere l'ultima dose, si disinteressano di lei dopo averle guardato il culo. Ignorano gli occhi verdi e le mani che stringono una storia fatta di passati lontani, di un uomo mai dimenticato e che oggi è meno di una sconfitta. Quando Clara è di buon umore regala il quotidiano senza dire niente, solo un 'buongiorno' insignificante. Un ammasso di suoni a danzare con gli idrocarburi, a perdersi nel cielo del Sole e delle scie chimiche. La sera quando poi è tardi si torna a casa, passando sopra il ponte. Sotto il fiume dei treni riporterà gli operai meccanici nei loro loculi.
Clara e Luca sono lontani, ognuno subisce i propri sbagli, le decisioni infelici. Non hanno ferie, trascorrono le domeniche a pensare ai migliori futuri e ad un passato forse non felice, ma almeno dignitoso. Clara piange per sua madre, Luca per sé stesso. Due vite che si trascinano giorno per giorno propagando l'Errore: si inizia con il primo, talvolta casuale, e tutti gli altri vanno avanti da soli, si moltiplicano a tal punto che diventa impossibile anche solo percepire l'origine di tutti gli sbagli commessi. Così uno si ritrova senza la donna che ama, l'altro con l'eroina nelle vene, l'altro ancora con l'auto rubata. Sono dettagli e quasi sempre perdite. Metti male un pezzo e tutti gli altri sono da rivedere, da ricalcolare e valutare. Clara e Luca vivevano allo stesso modo ed ora ognuno per i fatti suoi  paga il proprio affitto. Con una sedia vuota a guardare come sbaglio. Cucinano per uno, espiando il proprio calvario post-moderno:
il peso senza scampo delle proprie colpe.

Commenti

  1. Vorrei sapere chi sei, quanti anni hai,se studi o sei già laureato, come vivi.
    Scrivi storie (?) come se avessi avuto più vite.
    Cristiana

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  2. Be' scrivi bene. Non mi resta che seguirti. Passa quando ti va.

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  3. L'ultima parte sembra presa di peso dalla mia vita e buttata qua. M'hai fregato!

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    1. Siamo miliardi ma le vite possibili molte meno.

      G.

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